Fatica
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La spossatezza e la stanchezza muscolare sono tra i più comuni sintomi nella SLA. Quando un motoneurone muore, quelli che sopravvivono tentano di compensare la perdita lavorando di più: l’attività di una singola cellula nervosa può aumentare anche di 100 volte.
In alcuni momenti si potranno compiere azioni in piena naturalezza mentre in altri non ci si riuscirà a causa della fatica eccessiva a cui i motoneuroni superstiti sono continuamente costretti.
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La fatica si manifesta attraverso gesti più lenti, affanno, disinteresse verso tutto ciò che invece prima catturava l’attenzione. I dolori, un’alimentazione insufficiente e compiti sempre più difficili da portare a termine, peggiorano gli effetti della fatica.
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Indicazioni:
Per far fronte alla stanchezza muscolare è fondamentale concedersi dei lunghi momenti di riposo e di risparmiare le forze, richiedendo anche un cambiamento delle proprie abitudini. In tal modo si possono attenuare gli effetti della fatica che sopraggiungono soprattutto agli esordi della malattia.
Oltre al rispetto dei periodi di riposo, è fondamentale che tutte le persone che ruotano intorno alla persona affetta da SLA comprendano che sollecitare allo sforzo per superare un ostacolo è oltremodo dannoso. Bisogna innanzitutto facilitare ogni azione che può essere “aiutata” con ausili o accorgimenti: organizzare l'ambiente in modo tale da rendere più facili gli spostamenti, eliminare gli ostacoli, mettere a portata di mano tutti gli oggetti utili nelle attività della vita quotidiana, organizzare il circuito degli spostamenti dentro casa in modo razionale e quindi più economo in termini di spostamenti. Uscire da casa soltanto quando ben riposato. Nutrirsi adeguatamente e soprattutto sufficientemente. Evitare i bagni caldi che possono peggiorare l'effetto stanchezza. Inoltre seguire le indicazioni di un buon fisioterapista il quale vi aiuterà a trovare il giusto equilibrio tra attività fisica e riposo, inserendo semplici esercizi nelle abitudini quotidiane.