12/06/2009
Cesarina Vighy tra i 5 finalisti del Premio Strega
Il suo nome è Cesarina, ma per tutti è Titti, ed è l'autrice di "L'ultima estate" Fazi editore.
Titti è affetta da Sclerosi Laterale Amiotrofica e, nonostante la malattia, o per meglio dire grazie ad essa, trova la sua libertà espressiva regalandoci uno splendido libro che niente concede a un facile pietismo, crudo e ironico, ma spesso anche spiritoso e divertente.
Già vincitrice del Premio Campiello Opera Prima >> leggi notizia, è anche tra i 5 finalisti del Premio Strega insieme a Scarpa, Lugli, Scurati e Vitali.
Premio Strega, ecco i cinque finalisti:
Scarpa, Lugli, Vighy, Scurati e Vitali
Il vincitore verrà proclamato il 2 luglio
ROMA (12 giugno) - Il presidente di turno, Paolo Giordano, già vincitore l’anno scorso con il suo La solitudine dei numeri primi, è irremovibile: trecentocinquanta schede, l’87,5 per cento dei votanti, “spogliate” in meno di un’ora, roba da record, dicono qui nell’illustre salotto letterario. Gli stanno tutti col fiato sul collo, l’attesa è frenetica.
Nell’antro dello Strega colmo fino all’inverosimile si è consumato ieri sera il rito della cinquina per decretare i titoli più belli del reame destinati alla finale del 2 luglio. Alla fine il verdetto: Tiziano Scarpa (Stabat Mater, Einaudi) 59 voti; Massimo Lugli (L’istinto del lupo, Newton Compton) 45 voti; Cesarina Vighy (L’ultima estate, Fazi) 42 voti; Antonio Scurati (Il bambino che sognava la fine del mondo, Bompiani) 40 voti; Andrea Vitali (Almeno il cappello, Garzanti) 35 voti. Eccoli dunque i cinque finalisti del Premio Strega destinati al Ninfeo di Villa Giulia per opera dei giurati dei famosi “Amici della domenica”.
Fuori dalla finestra in un caldo afoso, sempre in agguato le aspre polemiche che hanno caratterizzato in particolare questa sessantatreesima edizione, tra accuse di presunte designazioni già scritte (l’ultima opera di Daniele Del Giudice, Orizzonte mobile, targata Einaudi) che da maggio sono rimbalzate sulla stampa e che hanno portato prima alla smentita poi alla decisione del ritiro da parte dell’autore e della Mondadori (già vincitrice delle ultime due edizioni con i libri di Ammaniti e Giordano ma che anche stavolta, con Einaudi, conferma la sua forte presenza) e un serrato e non più rinviabile dibattito sulla modifica dei meccanismi stessi del Premio fondato da Goffredo e Maria Bellonci.
Tullio De Mauro, direttore della Fondazione nonchè presidente del comitato direttivo dello Strega, davanti al tavolo della presidenza incorniciato da migliaia di libri, si dice soddisfatto: «L’orientamento che scaturisce da queste votazioni è estremamente interessante. Buoni tutti i libri scelti e una gara aperta fino all’ultimo voto». E rivendica l’importanza del Premio: «Lo Strega possiede ancora il suo fascino e la forza di una “fascetta” su un libro che ne accelera la diffusione. Serve a selezionare, esprime il gusto medio del lettore, è uno stimolo a far discutere intorno alla narrativa».
Inseguiamo i primi tre piazzati, disseminati nelle stanze della Fondazione Bellonci: colpito improvvisamente da allergia al polline corroborata dall’emozione, Tiziano Scarpa commenta la sua vittoria: «Ero già soddisfatto per i due voti della Dante Alighieri e degli studenti romani, pubblico raffinato e adulto, lettori giovani e vivaci. Ora sono ancora più felice». Da cosa nasce l’appeal del suo libro? «C’è una adolescenza insicura e angosciata, quella che bene o male ci accomuna tutti. E c’è un rapporto radicale con le domande sulla vita che spesso teniamo nascoste. Infine la presenza della musica - dice Scarpa - che ti cambia, ti possiede, diventa una possibile via di fuga».
Massimo Lugli, raggiante, ci racconta a sua volta quella che definisce la sua “favola feroce”: «Il mio è un libro pieno di forza, violento. E’ letteratura allo stato puro che nasce dalla cronaca, quella che pratico da tanti anni. Ecco, spero sempre di poter scrivere libri partendo proprio dalla realtà della strada».
Commossa Alice Vighy, figlia della scrittrice Cesarina, settantenne malata che non ha potuto assistere allo spoglio: «Alla notizia del terzo piazzamento l’autrice è rimasta a bocca aperta e ora sta brindando. Per lei è una vera, grande soddisfazione, inaspettata nelle proporzioni del consenso».
Fonte: Il Messaggero
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