05/09/2009
Lourdes, di Titti Vighy
LOURDES
Il grandissimo poeta Belli, nel suo sonetto Semo da capo, dà voce al solito popolano romanesco miscredente ma devoto, bestemmiatore ma superstizioso, che incita donne e donnette a verificare un miracolo ormai ricorrente. Le madonne che aprono gli occhi e magari piangono.
Currete donne mie: currete, donne,
a ssentì la gran nova c’hanno detto:
c’a la Pedacchia, ar Monte, e accant’a gghetto
arïoprono l’occhi le Madonne…
Miracolo menagramo di solito. Già le marmoree statue antiche e le madonnelle dipinte a ogni cantone nella Roma papale piangevano prevedendo sventure; oggi piangono, spesso sangue, persino le riproduzioni in coccio o in plastica della Signora di Lourdes. Ecco, Lourdes. Quelli che avvengono lì, nella piscina che alimenta tante illusioni e tante delusioni, sono invece miracoli positivi, simpatici, rincuoranti. Adesso anche noi, malati di Sla, possiamo vantarne uno: la signora della Lucania, terra appartenente da sempre al mondo magico, che si è messa a camminare nonostante la diagnosi inesorabile di un solo medico. Si badi che guarigioni inspiegabili esistono, specialmente per malattie altrettanto inspiegabili o, meglio, ancora inspiegate. Ma i media si sono impadroniti della notizia, trasformando avvenimenti oscuri in verità lampanti. Anche noi, affetti da questa terribile malattia, siamo arrivati sotto le luci accecanti della ribalta: siamo diventati famosi. E così, si può dire addio alla crudele ricerca sulle cellule staminali (gli embrioni piangono nei frigoriferi), tanto c’è il miracolo. Arrivederci alle costose e poco redditizie attrezzature che ci sono necessarie per tirare avanti, tanto c’è il miracolo. Molto meglio assecondare le psicosi di massa e rilanciare disinfettanti dismessi, preparare dosi di vaccini a milioni per influenze gonfiate, mucche pazze e polli nevrotici. E noi? Niente paura. A un tycoon della televisione è venuta una splendida e risolutiva idea: l’Isola dei Brutti e Famosi. Portarci lì, coi nostri lettini, sondini, sintetizzatorini, a cavarcela da soli. Vincitore: l’ultimo che morirà.
Titti Vighy
Autrice del romanzo "L'ultima estate", Fazi editore
>> se si desidera lasciare un commento allo scritto, cliccare su questo link
|
 |