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Roma, 10/09/08
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SLA, MALATO NECESSITA DI TRACHEOSTOMIA;
SE OPERATO NON POTRÀ TORNARE A CASA
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Pichezzi (Viva la Vita): "L’assessore Belviso ci aiuti a trovare una soluzione dignitosa". Ianos Mircea, attualmente ricoverato al Gemelli in attesa di un intervento, viveva fino a due giorni fa con la famiglia, in affitto, in un monolocale al Quadraro. Ora quell’appartamento non è più adeguato alle sue esigenze.
Parla la figlia Ramona, la ragazza che fu premiata da Veltroni per i soccorsi dati durante
l’incidente della metro a Piazza Vittorio: "Vorrei una casa popolare oppure pagare un affitto,
ma i prezzi che chiedono sono impossibili per noi".
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"Non so più che cosa fare, dove lo porto mio padre quando esce dall’ospedale? Nel monolocale in
cui abitiamo in tre non è possibile, non c’è nemmeno l’ascensore, lui è paralizzato e adesso avrà
anche il respiratore. Ho provato di tutto, l’anno scorso ho parlato con l’assessore municipale ai
servizi sociali per chiedere una casa popolare e mi sono sentita dire che al massimo ci mandano in
un centro d’accoglienza. Ma se nemmeno le residenze sanitarie sono in grado di accogliere mio
padre come si fa a dire queste cose?".
A parlare è Ramona, che da due giorni vive praticamente
all’ospedale Gemelli, dove il padre Ianos Mircea, malato di Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), la
stessa malattia di cui è affetto il calciatore Borgonovo, è stato ricoverato per una broncopolmonite e
domani verrà sottoposto a tracheostomia e dunque alla respirazione artificiale.
Ramona è la ragazza rumena che fu premiata dal Comune di Roma per aver portato soccorsi durante
l’incidente della metropolitana a Piazza Vittorio; in quell’occasione il sindaco Veltroni le promise
che si sarebbe occupato del caso di suo padre. "Mi sono sentita presa in giro – dice Ramona –
nessuno si è occupato di noi, mio padre è ancora in attesa di ricevere l’accompagnamento, viviamo
in affitto al Quadraro, in un monolocale così piccolo che, se anche ci assegnassero delle ore di
assistenza – cosa che non è successa – non sapemmo nemmeno dove farlo entrare l’assistente. E
così mia madre sta tutto il giorno a casa ad occuparsi di mio padre e viviamo con il mio stipendio.
Vorrei una casa popolare ma se non è possibile io sono disposta anche a pagare l’affitto, ma ci
chiedono dei prezzi impossibili e nessuno ci aiuta".
"Ianos, dopo l’intervento di domani rimarrà un periodo in ospedale – dice Mauro Pichezzi,
presidente dell’associazione Viva la Vita, che si occupa di assistenza ai malati di SLA e ai loro
familiari – in questo lasso di tempo è indispensabile che i servizi sociali si muovano per trovare una
soluzione. Per questo chiediamo all’assessore Sveva Belviso di aiutarci perché altrimenti
quest’uomo non saprà più dove andare; nel Lazio non ci sono strutture in grado di accogliere quelli
come lui, l’unica alternativa è la cura domiciliare, ma per questo, oltre a una famiglia che lo
accudisca, serve una casa in grado di garantire una sistemazione adeguata".
Ilaria Ciancaleoni Bartoli
Ufficio Stampa Viva la Vita Onlus
Mail ufficiostampa@wlavita.org
>> la risposta dell'Assessore Belviso
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