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Roma, 06/11/08
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In realtà non siamo abbronzati, siamo proprio neri.
Siamo neri di rabbia e di indignazione.
I malati di SLA sono ignorati, abbandonati al loro destino, le loro famiglie caricate di responsabilità e di doveri che in realtà dovrebbe assolvere qualcun altro. Dimenticati da un Sistema Sanitario Nazionale e Regionale, ma ben presenti alla politica quando si tratta di far passare leggi che violano la loro dignità e il loro diritto alla autodeterminazione sancito dalla Costituzione italiana.
L'assistenza sociale e sanitaria è ovunque carente e disorganizzata, spontanea e superficiale.

Ci sono persone nel nostro Paese che sono colpite dalla SLA.
Ci sono persone nel nostro Paese che non hanno nessuna assistenza e soffrono in uno stato di totale abbandono che ovviamente genera in loro il desiderio di morire piuttosto che vivere in quelle condizioni.
Ci sono persone nel nostro Paese che hanno assistenza che non dà loro alcun sollievo, hanno in casa operatori sociali per ore ed ore che non possono avvicinarsi al malato perché non sono autorizzati né formati per operare su un malato complesso, ventilato e nutrito artificialmente: soldi sprecati.
Ci sono persone nel nostro Paese che hanno assistenza sanitaria che non dà loro alcun sollievo, hanno in casa infermieri che non sanno cosa fare e che devono essere formati e addestrati dalle famiglie stesse.
Ci sono persone nel nostro Paese che hanno assistenza sanitaria per 24 ore al giorno, assistenza sociale per 1600 euro al mese, aiuto dalle associazioni e attenzioni dalle strutture sanitarie, e a cui tutto questo non basta.
Ci sono persone nel nostro Paese che hanno un comunicatore ed altre che non ce l'hanno, nonostante per tutti siano stati stanziati fondi dedicati.
Ci sono persone nel nostro Paese che scelgono di non farsi tracheostomizzare perché sono convinte che in questo mare di difficoltà morire sia l'unico modo per aiutare la propria famiglia.
Ci sono persone nel nostro Paese che scelgono di farsi tracheostomizzare perché contano sul fatto che qualcuno possa garantire loro una vita degna di essere vissuta.
Ci sono persone nel nostro Paese che dopo esseri fatte tracheostomizzare si accorgono di non aver fatto la cosa giusta, ma non possono tornare indietro.
Ci sono persone nel nostro Paese che, stando a casa da anni, non hanno mai visto un medico venire a controllare le loro condizioni.
Ci sono persone nel nostro Paese che avendo fatto i calciatori sono ascoltati. Ed è bene.
Ci sono persone nel nostro Paese che avendo fatto i ferrovieri non sono ascoltati da nessuno. Ed è male.
Ci sono persone nel nostro Paese che sono malate di SLA e nessuno se ne accorge. Finché non decidono di scrivere al Presidente della Repubblica perché hanno deciso di staccare la spina, allora cominciano ad esistere.

Tutto questo e molto altro ancora ci fa vergognare. Ci fa indignare.
Tra indignazione e vergogna resta il dovere della denuncia: in un mare di tagli non chiediamo denaro pubblico e risorse da dedicarci come privilegi, chiediamo attenzione concreta e competenza, serietà e organizzazione, equità e rispetto dei diritti umani.

Sembriamo abbronzati, ma siamo neri di rabbia.

Non staremo con le mani in mano ad aspettare qualcuno che venga a cambiare le cose.

Mauro Pichezzi
In rappresentanza dei malati e dei familiari riuniti nell'Associazione Viva la Vita Onlus
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