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Roma, 10/03/09
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MALATA DI SLA DIMESSA DAL 'GRASSI' DI OSTIA CON EPATITE C.
LA COMUNICAZIONE ALLA FAMIGLIA 16GG DOPO LE DIMISSIONI.
FORTE IL RISCHIO DI CONTAGIO PER TUTTI, COMPRESI TRE BAMBINI
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Pichezzi (Viva la Vita): "Un caso gravissimo. L’Umberto I dopo soli due giorni ha confermato la malattia alla famiglia: come è possibile che il Grassi non lo sapesse?"
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L’odissea della signora Pierina Cipriani, 78enne, era cominciata ad ottobre con la diagnosi di SLA – Sclerosi Laterale Amiotrofica. A seguito di alcune visite alla signora viene diagnosticato anche un tumore, che va ad aggiungersi a precedenti problemi di cuore. Il decorso della malattia è veloce e, dopo un primo ricovero all'Ospedale Grassi di Ostia, le dimissioni, e a gennaio un nuovo ricovero all'Umberto I, la signora Cipriani muore lo scorso 22 febbraio.
E' in questo breve lasso di tempo che comincia però un nuovo calvario per la sua famiglia, in particolare per la nipote Cristina e i sui tre bambini, che per tutto il periodo della malattia l'hanno assistita con continuità, sia all'ospedale che a casa.
"Mia nonna era una donna eccezionale – racconta Cristina – e quando ha capito che ormai la sua vita stava volgendo al termine ci voleva vicini, ci teneva ad abbracciarci e ad essere a contatto con me e con i bambini a cui era molto legata. Così, quando il 19 gennaio scorso è stata dimessa dal Grassi di Ostia, l'abbiamo tenuta in casa con noi. Mia nonna perdeva abbondante siero (una componente del sangue) dalle braccia. Era necessario muoverla, cambiarla, farle tutto, e abbiamo sempre preso solo un minimo di precauzioni, sapendo che comunque quello che la stava portando via non era certo un male contagioso".
La signora Cipriani però in poco tempo ha due collassi che rendono necessario un nuovo ricovero, questo volta all'Umberto I di Roma.
"Mente nonna era all'Umberto I, – racconta ancora Cristina - ben 16 giorni dopo essere stata dimessa dal Grassi, quest'ultimo ospedale mi ha chiamata per comunicarmi che mia nonna era affetta da epatite C, probabilmente contratta nell'ultimo periodo. L'ho detto ai medici dell'Umberto I che hanno subito fatto gli accertamenti: dopo appena due giorni dal prelievo è arrivata la conferma. L'Epatite C è una malattia incurabile, fortemente contagiosa e con gravissime conseguenze per la salute. Adesso io e la mia famiglia, in attesa dei risultati delle analisi, viviamo nel terrore di averla contratta attraverso in contatto con il siero, soprattutto ho paura per i miei tre bambini".
"E' un caso gravissimo – commenta Mauro Pichezzi, presidente di Viva la Vita Onlus, associazione che si occupa di assistenza ai malati di SLA e ai loro familiari – è inconcepibile che un ospedale dimetta una persona in quelle condizioni e affetta da epatite C senza nemmeno comunicarlo. I casi sono due, o il Grassi ha dimesso la signora senza nemmeno aspettare di avere gli esiti delle analisi, ed è grave, oppure si è semplicemente dimenticato di comunicarlo, il che è gravissimo considerata la contagiosità. L'ipotesi che il Grassi non sapesse della malattia prima delle dimissioni, e dopo un lungo ricovero, è surreale. Esigiamo immediate spiegazioni, perché queste cose sono inconcepibili".
Ilaria Ciancaleoni Bartoli
Ufficio Stampa Viva la Vita Onlus
Mail ufficiostampa@wlavita.org
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