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Viva la Vita Onlus - Associazione di familiari e malati di Sclerosi Laterale Amiotrofica
Roma, 22/04/09
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BIOTESTAMENTO, SABELLI: IL CORPO NON È DELLO STATO, NON SIAMO NELL’UNIONE SOVIETICA ANNI ’50. LO STATO PENSI AD ASSISTERCI.
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“Muovo solo gli occhi e sono felice di vivere in queste condizioni, ma non voglio che nessuno decida per me. Con la Resistenza i nostri padri hanno voluto compiere una svolta radicale proprio nella concezione dell'individuo e della sua libertà. L'impudenza di chi vuole oltraggiare la nostra Costituzione è senza pari”
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“Paolo Ravasin ha parlato chiaro e a nome di gran parte di noi malati di SLA. Voglio credere anche a nome dei sinceri democratici. Le volontà di fine vita riguardano in modo inviolabile il soggetto depositario di diritto. In alcun modo lo Stato può sostituirsi a quella libera e consapevole Volontà”.
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A scrivere queste parole attraverso un comunicatore a puntamento oculare, poiché la malattia e la tracheostomia necessaria per l’impianto del respiratore meccanico gli impediscono di parlare, è Claudio Sabelli, un malato di SLA romano, membro dell’associazione Viva la Vita Onlus.
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“Solo in Unione Sovietica degli anni ‘50 l'individuo era riconducibile alla ragione di Stato. L'individuo – continua Claudio Sabelli – non aveva senso al di fuori dello Stato. Con la Resistenza i nostri padri hanno voluto compiere una svolta radicale proprio nella concezione dell'individuo e della sua libertà. L'impudenza di chi vuole oltraggiare la nostra Costituzione è senza pari. Questi paladini della libertà senza sostanza, che hanno la sfacciataggine di oltraggiare a tamburo battente coloro che sono morti per la nostra libertà, meriterebbero tutto il nostro disprezzo. Sono rappresentanti di una società che ha smarrito la sua anima, i suoi valori etici sostituendoli con il Nulla.
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Non mi si venga a parlare di valore della vita. Dove erano i vitalisti quando a Ravasin si è fermato per 18 volte il respiratore senza che nessuno fosse in grado di assisterlo? Accade nel ricco Nord dove l'assistenza ai malati di SLA è poca cosa oppure delegata a suorine più avvezze al Vangelo che ad una emergenza respiratoria”.
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“Io muovo solo gli occhi – conclude – sono felice di vivere in queste condizioni ma non voglio che nessuno decida per me. Voglio scegliere di vivere come di morire e chiedo allo Stato di starsene fuori della porta in decisioni di questo tipo. Che entri per assisterci”.
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Claudio Sabelli ha anche un sito ‘Il Braccio della Vita’, reperibile al link http://www.wlavita.org/index_BdV.html. Qui affronta, sempre lavorando dal suo comunicatore a puntamento oculare, i temi dell’assistenza, della ricerca, pubblica lettere aperte a politici e amministratori ed espone le sue riflessioni.

Ilaria Ciancaleoni Bartoli
Ufficio Stampa Viva la Vita Onlus
Mail ufficiostampa@wlavita.org



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