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EDITORIALE

LA POSIZIONE DI VIVA LA VITA ONLUS SUL TESTAMENTO BIOLOGICO
ratificata all'unanimità dall'Assemblea dei soci del 28.06.11
"Qualsiasi provvedimento che limiti la libertà individuale di scelta è un insulto ai principi fondamentali della nostra civilità"

Noi dell'associazione Viva la Vita siamo per la quasi totalità persone affette da Sla e loro familiari, di differenti religioni e appartenenze politiche ma accomunati da una visione rigorosamente laica dello Stato. Abbiamo esperienza diretta della condizione di vita a cui la malattia costringe, sappiamo perfettamente cosa significhi vivere deprivati della propria autosufficienza, della propria autonoma capacità di respirare, di deglutire, di comunicare. Abbiamo perfezionato le nostre conoscenze negli anni del lungo esercizio che la dura scuola della Sla impone.
Nella vita precedente, alcuni di noi si sono chiesti talvolta quale sarebbe stata la nostra capacità di reagire a una circostanza così ardua da affrontare; poi, nostro malgrado, l'abbiamo scoperto. E abbiamo scoperto che non esiste un solo modo di reagire. Alcuni di noi hanno scoperto di avere risorse che non sospettavano neanche di possedere, altri hanno subito l'inciampo della paura, delle reazioni scomposte, della disperazione. E sono caduti. Il malato e il suo caregiver sono sottoposti a prove, sebbene assai diverse, comunque durissime. Le più dure sono quelle in cui è necessario scegliere ed è necessario farlo in prima persona, su di sé, dentro di sé.
Molti hanno partecipato al dibattito sul testamento biologico e molti hanno sostenuto le proprie idee con convinzione e addirittura talvolta con ostinazione. Ora ci pare venuto il tempo di offrire la testimonianza di chi, lucido in ogni istante della propria tragica personale vicenda, sa esprimere con ogni mezzo la propria volontà. E vorremmo che fosse ascoltata e rispettata, com'è giusto che sia in uno Stato fatto di cittadini.
Ecco, se una legge in Italia va fatta, e non è proprio detto che si debba fare, dovrebbe avere questo principio alla sua base: la libertà della scelta della persona va sempre rispettata. Qualsiasi provvedimento che vada contro o che limiti la libertà individuale della scelta sarebbe un insulto ai principi fondamentali della nostra civiltà.
Trattare gli italiani come dei minorenni è offenderne la dignità.
Ancora più offensivo è puntare il dito e imporre i propri personali principi ai propri concittadini, tentando di regolamentarne scelte ed opinioni.
A margine, a proposito della nutrizione artificiale, vissuta in prima persona dalla quasi totalità dei malati di Sla e dalle loro famiglie, non si tratta di sostegno umanitario ma di un vero e proprio trattamento sanitario. Una verità banale per noi, ed è paradossale doverla ricordare quasi quanto dover riaffermare che è la terra a girare attorno al sole e non, come a molti può sembrare, il contrario. Ma siamo in tempi difficili e ci tocca fare anche questo.

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