«I pazienti portatori di cannula tracheale è opportuno che vengano gestiti con un percorso preferenziale in ambulatorio ospedaliero. Questa è la procedura di norma seguita con i pazienti che fanno riferimento a questo Policlinico; nel caso della signora G.P. la paziente è stata inviata al Policlinico tramite 118 e la sua presa in carico ha seguito le procedure previste per gli eventuali ricoveri tramite Pronto Soccorso. Alla prima visita (12,29) alla paziente è stato attribuito il codice giallo per sostituzione di cannula endotracheale, ed effettuati gli esami di routine per la valutazione del caso clinico, al fine di valutare al meglio le sue condizioni cliniche». Così la direzione generale del policlinico Tor Vergata in merito alla denuncia dell'associazione Viva la Vita circa il trattamento di una paziente malata di Sla. «Sono stati eseguiti tutti i controlli dei parametri vitali (con particolare attenzione ai valori della saturimetria) ed è stata anche eseguita una RX torace a letto che non ha documentato alterazioni pleuro-parenchimali - continua la nota - A seguito di consulenza ORL si procedeva (ore 17) alla sostituzione della cannula, tenendo la paziente sotto controllo per eventuali sanguinamenti a seguito di revisione della stomia per inserimento di cannula di maggiori dimensioni, come indicato dallo specialista richiedente; la saturazione dell'ossigeno risulta ancora nella norma. La paziente veniva tenuta sotto osservazione, procedendo successivamente (ore 19,15 ) alla aspirazione della cannula e alle 21,20 alla sostituzione del filtro. Dopo un ulteriore osservazione, alle ore 0,15 il medico di guardia decideva la dimissione a domicilio della paziente. Sull'episodio, lungi dall'essere classificato di 'malasanità', si può osservare un incongruo percorso di accesso alla struttura ospedaliera, in presenza di un atto medico di routine che avrebbe potuto essere seguito con maggiore celerità se preceduto da una telefonata del medico del Cad, anziché ricorrere ad percorso tramite 118 e Pronto Soccorso, regolato, per legge, secondi codici e modalità non riferibili al caso in oggetto. Però è assolutamente da escludere - e lo dimostrano gli accertamenti effettuati durante la permanenza in Pronto Soccorso - che la paziente non abbia avuto tutta l'assistenza che il caso richiedeva».