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Testimonianze  
Lorenzo
 
 
PENSIERI ED EMOZIONI DAL DESERTO DELLA SLA

Non spiego cos'è la sla perché si parla già molto, anche a causa dei calciatori famosi che ne sono colpiti.
Il mio intento è dare una risposta ai perché che a volte mi vengono posti con parole, sguardi o silenzi da chi incontro ogni giorno nella mia casa.
Per rendere più chiaro il mio stato d'animo nelle varie tappe della malattia, ho pensato di paragonare il mio corpo ad un veicolo.
Prima della comparsa della sla viaggiavo in autostrada ed in corsia di sorpasso come lo esigeva la società in cui siamo, dove rallentare non è consentito perché c'é sempre la coda che ti obbliga ad essere sempre più veloce.
Ad un certo punto, senza alcun segnale apparente di guasto la macchina ha iniziato a rallentare e dalla corsia di sorpasso mi sono spostato sulla corsia centrale ed anche qui dopo poco tempo ho iniziato ad essere causa di rallentamento per chi mi seguiva.
Mi sono quindi spostato sulla corsia dei veicoli lenti, che è anche la più pericolosa, perché utilizzata dai mezzi pesanti.
Ci sono stato per un breve tempo, dopodiché ho deciso di uscire dall'autostrada, senza sapere dove la nuova via mi avrebbe portato.
Inizialmente il disorientamento è stato grande perché, la scelta forzata, era per me un ritiro dalla corsa della vita.
A breve però ho potuto apprezzare il paesaggio che viaggiando lentamente e potendomi anche fermare, ho ammirato.
Altra cosa significativa è che in autostrada le vetture vanno tutte nella stessa direzione, ed ognuno guarda davanti a sé, uscendo sulla strada normale i sensi di marcia sono due, perciò ho potuto incrociare altri veicoli e quindi gli sguardi degli occupanti. Non solo, dovendo percorrere strade piccole e a volte senza indicazioni, per non correre il rischio di sbagliare ho dovuto fermarmi per chiedere aiuto, ed ho potuto condividere momenti di dialogo vissuti in tranquillità, senza la fretta della coda che ti spinge.
Nel mio viaggio ho visitato piccoli paesi dove incontri gente che passeggia e con la quale puoi parlare ed ascoltare, puoi fermarti a condividere un pranzo o un caffé, dove puoi sentire i profumi ed ascoltare i suoni della natura che, preso dalla fretta, avevo dimenticato.
LA COSA CHE PIU' APPREZZO DI QUESTO PERIODO DEL VIAGGIO E' CHE ATTORE DELLA MIA VITA SONO IO: POSSO SCEGLIERE LA STRADA, LA VELOCITA', LA SOSTA, LA META.
Per concludere mi chiedo, sarei stato capace di scegliere di uscire dall'autostrada senza esserne obbligato?
E se fossi uscito, queste cose avrei potuto apprezzarle ugualmente?
I pensieri sono solo accennati, proprio per lasciare ad ognuno lo spazio per riflettere...

Un abbraccio fortissimo!!!!
Lorenzo
 
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