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13 novembre 2008

ASL Roma D: assistenza domiciliare in pericolo

ASL Roma D

Sul territorio della ASL RM D, come d'altronde in molte altre ASL della Regione Lazio, nonostante una generale situazione di ristrettezza economica, viene per larga parte applicato un modello assistenziale che, in collaborazione con l'Associazione Viva la Vita Onlus, garantisce ai malati di SLA in ventilazione meccanica invasiva un'assistenza infermieristica pari in media a 8/12 ore al giorno, rappresentando un esempio unico in Italia di virtuosa gestione delle risorse.

Nonostante ciò, sebbene a livelli molto più alti del resto del Paese, l'assistenza domiciliare nella Regione Lazio resta comunque caratterizzata dalla mancanza di uniformità e da uno spontaneismo che getta nell'incertezza chi decide di intraprendere la via della ventilazione meccanica invasiva e di affidarsi al Sistema Sanitario Regionale per continuare a vivere con la SLA.

La Regione Lazio ha recentemente emanato una serie di DGR volte all'integrazione socio-sanitaria nell'ambito dell'assistenza domiciliare ai malati fragili e complessi. In particolare, la DGR 325 si presenta nel complesso come un tentativo assolutamente meritorio di riorganizzare e ottimizzare il modello di assistenza domiciliare integrata coinvolgendo la parte sociale fino ad ora quasi totalmente inutilizzata.

Nonostante dette norme siano intese a promuovere l'integrazione socio-sanitaria, esiste a tutt'oggi un problema oggettivo per la loro applicazione: nessun processo di formazione per gli operatori non sanitari è stato avviato e tantomeno si è posta in discussione la possibilità di autorizzare alla broncoaspirazione il personale che non sia infermieristico. Qualsiasi discussione o riflessione nel merito dell'applicabilità della DGR 325, va dunque sottoposta ad un'analisi attenta e a un confronto che coinvolga le aziende sanitarie, i Municipi e le associazioni dei malati.

Inoltre, alla luce della realtà attuale, la DGR 325 pare difficilmente applicabile soprattutto per quanto riguarda la drastica riduzione di ore di assistenza infermieristica - ridotte ad un'ora di accesso al giorno - a fronte di una totale assenza dell'apporto reale della parte sociale.

La DGR 325 stabilisce nelle premesse una serie di condizioni che l'Associazione Viva la Vita Onlus ritiene assolutamente opportune e appropriate, ma le rende del tutto inapplicabili se si considera la valorizzazione economica che stabilisce per quantificare l'impegno assistenziale.

Attualmente si spendono circa 300/400 euro al giorno per l'erogazione di assistenze domiciliari ad alta intensità con 8/12 ore di assistenza infermieristica quotidiana. La portata economica di un tale modello lo rende virtuoso a fronte dell'eventualità di una degenza ospedaliera di terapia intensiva che può costare al Sistema Sanitario fino a 1200 euro al giorno.

La DGR 325 arriva all'improvviso a stabilire che l'impegno di spesa debba essere all'incirca di 80 euro al giorno, con un impegno assistenziale pari ad un accesso infermieristico di un'ora al giorno.
In questo contesto, due distretti sanitari della ASL RM D (primo e terzo distretto) sono un caso esemplare di interpretazione orientata della DGR 325.

Attraverso operatori e dirigenti di distretto, sono giunte per vie indirette e verbali alcune allarmanti notizie ai malati e alle loro famiglie: a partire dal primo gennaio 2009, la ASL non garantirebbe più l'assistenza continuativa finora erogata. Tutto ciò senza alcuna comunicazione scritta.

Riteniamo criminale paventare alle famiglie e addirittura ai malati l'ipotesi di applicare in modo sconsiderato e soprattutto parziale una delibera che in un certo suo determinato passaggio fa riferimento ad una drastica riduzione della quantità di accessi infermieristici che renderebbe così intollerabile ed insostenibile la vita quotidiana di chi è colpito dalla SLA o di chi vive in quella stessa condizione con atre patologie.

Improvvidi allarmismi, zelanti avvertimenti, consigli non richiesti, rappresentano tutti atteggiamenti devianti da parte delle strutture sanitarie territoriali che, invece di prodigarsi nell'aiuto ai malati, gettano nella disperazione interi nuclei familiari negando loro ogni prospettiva di dignità e di qualità della vita.

Quello che sta succedendo è la riprova dell'odioso assioma che suggerisce a problemi complessi risposte semplici, anzi semplicistiche da parte di sempliciotti.

Riteniamo a questo punto che sia necessario un intervento chiarificatore e rassicurante da parte della Direzione Aziendale della RM D che in particolare ha fatto registrare questo tipo di fenomeno.

Per dovere di cronaca occorre precisare che una riunione con la direzione della ASL RM D è prevista il giorno 24 novembre alle ore 15.00.

La regione Lazio è stata più volte e in diverse forme sollecitata ad intervenire in questo processo di chiarimento che dovrebbe consentire alle Aziende Sanitarie Locali di applicare un modello assistenziale uniforme ed efficace.

L'Associazione Viva la Vita Onlus lotterà con tutti i mezzi, da quelli mediatici a quelli legali-penali, per difendere le famiglie da ogni abuso subito in tal senso.

 

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