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08 maggio 2009

Presentazione del libro "L'ultima estate"

Cesarina Vighy - L'ultima estate

Presentazione del libro

L'ultima estate

di Cesarina Vighy

candidato al Premio Strega 2009

Venerdì 8 maggio, ore 17.00

Teatro Vittoria di Roma

P.zza S. Maria Liberatrice 8

nell'ambito della rassegna Tè letterari curata da M. Teodonio

gli attori Gianni Bonagura e Annalisa Di Nola leggeranno alcuni brani del libro

Autore: Cesarina Vighy

Editore: Fazi

Collana: Le strade

Pagine: 208

Data pubblicazione: 23 Apr 09

Prezzo: € 14,40

--> per acquistarlo on-line

Malata di SLA nella vita, l'autrice, dopo un periodo di sbigottimento e di rifiuto, trova la sua libertà espressiva proprio nella malattia, stendendone una specie di diario di bordo in cui confluiscono sogni e ricordi, sino a formare un autobiografico romanzo in cui molte esistenze si ritroveranno. Un libro che niente concede a un facile pietismo, crudo e ironico, ma spesso anche spiritoso e divertente.

L'Associazione Viva la Vita Onlus, ed in particolare Erminia Manfredi e Mauro Pichezzi, saranno presenti alla presentazione.

Da dove arriva la voce di Zeta? Apparentemente dal luogo più inabitabile e muto: la malattia, in quel punto estremo che toglie possibilità, respiro, futuro. Ma è solo apparenza: questa voce proviene dal nucleo più irriducibile e infuocato della vita. Che non tace, non cessa di guardare e amare. E anzi, comincia qualcosa: a scrivere. È fragile l'equilibrio che genera queste pagine. Per Zeta qualsiasi gesto ora è enorme, la fatica non solo fisica è in ogni momento fatale. E i ricordi sono uno squarcio lacerante nella memoria di una vita tenacemente irregolare: la nascita fuori dal matrimonio della "bambina più amata del mondo", l'infanzia sotto le bombe, Venezia splendida e meschina, il primo disastro sentimentale e poi Roma becera e vitale, l'esperienza della psicanalisi, l'avventura del femminismo, il cammino della malattia. E sempre la coriacea e gentile difesa della propria individualità, l'irrisione delle tribù e delle cliniche cui ha rifiutato di appartenere. Così la storia della sua vita scorre laterale, vissuta intensamente ma mai accettata, come non fosse mai meritevole di piena identificazione. Con una lingua nitida, feroce, mai retorica, attraversata da una vena di sarcasmo che non concede nulla alla pietas, questo romanzo d'esordio scritto a settant'anni affronta il più evitato degli argomenti: la sofferenza. Mai, lungo queste pagine, si può dimenticare che l'autrice è malata, gravemente. Però basta uno spiraglio della finestra in cucina a far entrare un platano o un merlo.

 

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