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02 marzo 2011

Convegno ECM: Sport e Sclerosi Laterale Amiotrofica

Logo neuromed per Viva la Vita onlus

Pozzilli (IS): Convegno ECM Neuromed su "Sport e Sclerosi Laterale Amiotrofica".

Aula Magna del Polo Didattico Neuromed

località Camerelle

Responsabili Scientifici:

prof. Maurizio Inghilleri e prof. Mario Manfredi

 

L'intervento di Chantal Borgonovo letto da Mauro Pichezzi

Buongiorno a tutti,

mi scuso di non poter essere presente a causa di un imepgno preso in precedenza.

So che il Convegno di oggi riguarda la SLA e lo sport; per ovvi motivi il mio punto di vista riguarderà la connessione tra SLA e calcio.

Ho assistito il 14 Febbraio scorso al Convegno istituito dalla FIGC a Coverciano, durante il quale a mio parere la parola d'ordine è stata: la SLA ha basi prettamente genetiche, il calcio non c'entra.

Trovo questo punto di vista estremamente miope e poco lungimirante, soprattutto per il bene di uno sport come il calcio.

La matematica non è un'opinione, il numero dei calciatori che si sono ammalati di SLA parlano da soli, quindi negare tout court un'evidenza così plateale è assolutamente incomprensibile.

Il fenomeno non è solo italiano; ci sono e ci sono stati calciatori malati di SLA in Francia, Germania, Turchia, Inghilterra e addirittura in California. Il merito dell'Italia è stato quello di portare all'attenzione pubblica il problema e proprio dall'Italia, a mio parere, se si facesse una ricerca seria e assolutamente super partes potrebbe partire una spinta imortantissima per promuovere addirittura a livello europeo una ricerca mirata a valutare le possibili connessioni tra uno sport come quello del calcio e una malattia comela Sclerosi Laterale Amiotrofica.

I calciatori italiani che si sono ammalati sono circa l'1% del totale dei malati di SLA in Italia con un'incidenza però nettamente superiore alla media nazionale. In una malattia rara avere un cluster di questo genere e studiarlo significa avere un'opportunità unica per recepire informazioni che potrebbero essere fondamentali per combattere la malattia.

La Fondazione Stefano Borgonovo Onlus sta lavorando in questo senso e presto si attiverà per riuscire a realizzare un progetto di ricerca in Europa.

Auguro a tutti buona continuazione.

Chantal Borgonovo

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