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Editoriali

Pensieri, riflessioni e approfondimenti a cura di Viva la Vita onlus.

Editoriali 2014

 

La svolta italiana ovvero la storia, a dimenticarla, si ripete

Roma, 2 dicembre 2014

Non so quando cambierà, se mai cambierà, il nostro bel Paese. Una cosa è certa, però, in questi giorni molti nostri concittadini gridano al cambiamento e lo annunciano e ci credono. Spero che abbiano ragione.

Per quello che vedo, mi pare che la svolta italiana sia un cambiamento già avvenuto, una direzione già nota, annunciata come davvero nuova. Ecco l'uomo dei miracoli, con tutta la sua lungimiranza, alle prese con i grandi problemi del Paese; ecco i molti che lo sostengono, convinti d'essere nel giusto; ecco il coro degli adulatori che canta a gran voce le lodi del suo ineffabile idolo. Ed ecco ancora una volta il decisionismo consueto di chi non vuole essere intralciato nella sua fatale missione. Un esempio che ci riguarda e che ci tocca da vicino: nella Legge di Stabilità erano stati decurtati 150 milioni di euro per il fondo sociale dedicato ai malati con gravi e gravissime disabilità e alle loro famiglie, ad esempio i malati di SLA. Poi c'è stata una viva e vibrante protesta degli stessi malati e delle associazioni che li rappresentano. Alla fine i 150 milioni sono stati reinseriti nel provvedimento, tolti comunque ai fondi destinati alle famiglie in stato di bisogno. Ci si aspetta che quest'ultime si organizzino e anche loro alzino la voce, altrimenti il rischio che corrono sarà quello d'essere stati i prescelti di un provvedimento di risparmio della spesa pubblica che da qualcuno doveva pur essere pagato.

In sostanza ecco di nuovo la vecchia storia che premia soltanto chi alza la voce e, come si dice a Roma, "baccaglia", mentre punisce i deboli e i remissivi.

Persino a me sembra strano che in qualità di presidente di un'associazione di riferimento per i malati di SLA mi stia lamentando del fatto che il Governo abbia ritrovato i fondi che stavano per essere altrove destinati, ma io ho già assistito alla stessa vicenda soltanto un paio d'anni fa. Era il mese di novembre del 2012. Di fronte alla crisi e alla necessità di far quadrare i conti non ci fu niente da fare: Monti e l'allora ministro dell'Economia Vittorio Grilli si opposero allo stanziamento dei soldi necessari per garantire l'aiuto pubblico ai malati e alle loro famiglie.

Seguì una scena pietosa: Elsa Fornero pianse di nuovo e pronunciò al capezzale di un malato di SLA l'ormai storica frase "Lei non sa quanto si soffre a fare il ministro in questo Paese!". I soldi furono poi ritrovati. Furono spesi male, in gran parte sprecati, destinati quasi tutti ad aumentare le differenze e le discriminazioni tra cittadini allo stesso modo sofferenti, ma abitanti in diverse regioni d'Italia. Due anni dopo, stessa storia, stesso temuto finale. La storia, a dimenticarla, non fa che ripetersi.

I soldi sono pochi e saranno ancora una volta spesi male: servirebbe più di un miliardo di euro e un sistema, che ancora non c'è, per la sola assistenza sociosanitaria dei malati di SLA. Figuriamoci quanti ne servirebbero per tutti i gravi disabili italiani!

Ma il vero problema mi sembra proprio questo oggi, riassumibile in pochi punti:

1. Nessuno ha fatto mai una stima dei bisogni dei disabili gravi;

2. Si destinano sempre meno fondi alla loro assistenza;

3. Si "baccaglia" per averne un po' di più, senza curarsi di chi ne rimane privato; e solo chi "baccaglia" ottiene qualcosa;

4. Non ci si cura affatto degli sprechi e delle carenze che comporterà spendere quei pochi soldi senza un sistema efficace di intervento;

5. Si teme il malcostume del provvedimento cosiddetto "Milleproroghe" di gennaio prossimo venturo, quando ancora una volta si cambieranno le cose all'ultimo minuto (certamente non a favore dei malati di SLA).

Ad ogni buon conto, per la verifica di quanto mi sono permesso di scrivere, rinunciando al malvezzo dell'adulazione e rischiando d'essere considerato un incontentabile ingrato, do ai lettori appuntamento al prossimo anno: se a novembre del 2015 non avremo dimenticato quanto accaduto oggi, non daremo credito a chi ci dirà che quelli saranno i giorni della svolta italiana e che un futuro luminoso sarà lì ad attenderci. Svolta dopo svolta, stiamo girando attorno allo stesso vecchio palazzo.

Mauro Pichezzi

Presidente di Viva la Vita onlus

 

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