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Editoriali

Pensieri, riflessioni e approfondimenti a cura di Viva la Vita onlus.

Editoriali 2014

 

Lo spirito delle leggi

Roma, 26 marzo 2014

Se davvero fosse sufficiente la volontà di un nuovo amministratore pubblico e del suo gruppo dirigente per rinnovare e migliorare una situazione che da anni andava degenerando in una complicata crisi politica, economica e sociale, dovremmo imporci una riflessione di carattere generale: era davvero incapace il vecchio amministratore o il nuovo sta soltanto dando l'impressione di un cambiamento? Nel primo caso dovremmo tutti rammaricarci di non aver saputo scegliere per molti anni i nostri rappresentanti e ripensare alle nostre disattenzioni e alle nostre forme superficiali di partecipazione verso le sorti della collettività. Nel secondo caso il guaio sarebbe ancora più grande perché alle nostre colpe di prima si aggiungono le colpe di oggi: non solo abbiamo creduto agli incapaci di prima, ma ci siamo ricaduti, dando a qualcuno l'ennesimo fiducia mal riposta.

Ovviamente preferiremmo credere, poiché siamo abituati alla speranza, che il nuovo che avanza sia la scelta giusta e che stavolta, al contrario del passato abbiamo saputo scegliere le persone giuste nei ruoli di governo e di responsabilità.

Nel nostro piccolo, noi familiari e malati di SLA, siamo alle prese con la stessa questione entro una dimensione più circoscritta, ma resa più complicata dall'enormità dei problemi che dobbiamo affrontare ogni giorno. Il nuovo Ministro della Salute, i nuovi amministratori di una regione, il nuovo direttore di un ospedale saranno in grado di fare ciò che non ha saputo fare chi li ha preceduti? Sperare, vuol dire in gran parte aver fiducia in qualcuno o in qualcosa, ma nel nostro caso dobbiamo confortare la nostra speranza con uno spirito attento, capace di sorvegliare con lucida attenzione l'operato dei nostri nuovi amministratori.

Siamo ormai consapevoli che i ministri della Salute degli ultimi anni (Veronesi, Sirchia, Storace, Berlusconi, Turco, Fazio, Balduzzi, Lorenzin) abbiano dimostrato d'essere stati incapaci: per menzionarne una sola, non sono riusciti a rinnovare il vecchio Nomenclatore Tariffario delle protesi (fermo all'anno 1999, quando fu non di molto aggiornato quello del 1992). Ci aspettiamo che il Ministro Lorenzin sia ora più determinata del suo immediato predecessore, cioè più determinata di sé stessa medesima, e dia finalmente al nostro Paese un elenco di protesi ed ausili aggiornato e razionale, riducendo la spesa, pari a due miliardi di euro per anno, e migliorando il servizio ai cittadini, offendo loro ausili che essendo all'avanguardia del 1999 ad oggi siano quanto meno obsoleti e ampiamente superati. Siamo d'altronde consapevoli che i presidenti della regione Lazio degli ultimi anni (Storace, Marrazzo, Polverini) abbiano dimostrato d'essere stati incapaci: per menzionarne ancora una sola, non sono riusciti ad organizzare sul territorio della regione un modello di cura e assistenza che potesse evitare carenze e sprechi, incompetenze, impreparazioni, assurde complicazioni burocratiche da una parte e dall'altra offrire ospedali preparati, ASL efficienti e strutture per le cure intermedie adeguatamente strutturate per ospitare malati neuromuscolari complessi. Ecco il vero nodo da sciogliere per capire se la nostra democrazia sia matura e pienamente raggiunta: la preparazione dei nostri rappresentanti al Governo del Paese, la loro capacità reale e misurabile sui fatti di migliorare la condizione dei cittadini, di tutti i cittadini e non solo di alcuni.

Aspettando di vedere i frutti del lavoro dei nostri amministratori, non volteremo lo sguardo altrove. Terremo gli occhi su di loro, faremo le dovute pressioni per metterli in condizioni di fare bene, se occorrerà li aiuteremo, per quanto possibile, e li controlleremo affinché accada ciò che Montesquieu tre secoli fa già raccomandava: secondo Montesquieu, autore de "Lo spirito delle Leggi" - può dirsi libera solo quella costituzione in cui nessun governante possa abusare del potere a lui affidato. Per contrastare tale abuso bisogna far sì che "il potere arresti il potere", cioè che i tre poteri fondamentali siano affidati a mani diverse, in modo che ciascuno di essi possa impedire all'altro di esorbitare dai suoi limiti e degenerare in tirannia.

La Repubblica per Montesquieu è sinonimo di autogoverno del popolo ovvero democrazia. La repubblica è la forma di governo in cui il popolo è al tempo stesso monarca e suddito.

Mauro Pichezzi

Presidente di Viva la Vita onlus

 

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