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Claudio Sabelli             Il Braccio della Vita
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Claudio Sabelli       Il Braccio della Vita

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Poter disporre di un comunicatore e di questo spazio fa di me un malato fortunato.
Penso a coloro che sono costretti al silenzio forzato, abbandonati da chi ha il preciso dovere di assisterli.
Senza nessuna presunzione è mio desiderio dare voce a chi ancora non ce l'ha. Per denunciare quando serve, per pensare ciò che serve.
Come in una filastrocca narrerò i pensieri che mi balenano come lampi nella mente, i desideri ingenui e la rabbia più dura.
Nient'altro che la realtà che vive un malato di SLA ancora costretto a vagare tra i labirinti della burocrazia, delle istituzioni sanitarie che manifestano lacune profonde e di una politica sempre più distante dai gravi problemi dei singoli e insensibile davanti alle sofferenze di migliaia di famiglie.
La mia esperienza di malato è a disposizione di tutti per rendere meno faticoso questo cammino che rimane di speranza.


  la SLA ed io   ars longa   scrivimi  
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"Gutta cavat lapidem"

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Ovidio
"La goccia scava la roccia"
     

Editoriale
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La marcia lenta della ricerca in Italia

Sui tempi della ricerca

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REM - Stefania ChiucchiùSiamo investiti da promettenti notizie dalla ricerca sulla SLA. Tutte hanno un cono d'ombra. Non c'è traccia di tempistica.
Noi malati siamo pragmatici: non ci fidiamo degli annunci men che meno di quelli a babbo morto. Sarebbe più corretto dire a malato morto.
Il progetto di ricerca non campato in aria dovrebbe avere una scansione temporale certa e verosimile, con tanto di esiti.

Possiamo sapere o no che cosa impedisce la conoscenza della tempistica trattandosi di progetti?

A voler essere maliziosi certi annunci sono fatti per attirare finanziamenti.

In Italia esiste una nebulosa dove accade di tutto e il suo contrario. Nascono progetti finanziati che muoiono senza dare uno straccio di triste annuncio. Poi ci sono progetti molto promettenti che ci riempiono di speranze inghiottiti dalla nebulosa e si perdono le tracce. Dopo anni si viene a sapere che il progetto è abortito. Manca una informazione puntuale che illustri lo stato dell'arte, invece del silenzio che favoriscono le fantasie più diverse.
Non è permesso a nessuno dare notizie seguite da silenzi sui tempi o addirittura sull'efficacia. Parlo dei nostri ricercatori e di quelli stranieri.
Aggiungo che le modalità di accesso alle sperimentazioni siano più trasparenti e per concludere formulo una domanda: i malati tracheostomizzati possono partecipare ai trial o no? Anche qui uno sforzetto di chiarezza sarebbe auspicabile.

Noi siamo malati molto informati e non sopportiamo le parabole del medico pietoso.

Preferiamo informazioni corrette e complete alla propaganda che già infesta il nostro Paese.

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